Mese: Marzo 2020

Diventa Testimone di Venezia

DIVENTA TESTIMONE DI VENEZIA 📷 PER L’UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI 🦁

Nei giorni scorsi abbiamo scritto di come la natura si stia riappropriando dei suoi spazi. Durante il periodo di quarantena imposto per il Covid19 (https://www.escapevenice.it/2020/03/21/venice-at-the-time-of-covid-19/ ) Venezia è profondamente diversa e in rete si trovano molti scatti suggestivi a riguardo.
Come sempre, vogliamo essere positivi e cercare di imparare da questo momento. Siamo sicuri che ce la faremo e che risorgeremo da questa pandemia che ci sta mettendo in ginocchio.
Di conseguenza, condividiamo con piacere l’iniziativa dell’Università di Cà Foscari, e del Prof. Fabio Pranovi che trovate ben descritta nel link che segue.
Inviate una foto di Venezia poco affollata. Le foto dovranno documentare l’assenza di moto ondoso, l’insolita limpidezza delle acque e la presenza di avifauna in luoghi in cui solitamente non veniva osservata, a causa dell’elevato disturbo antropico.

Venezia ai tempi del Covid-19. Diventa Testimone di Venezia

Diventa Testimone di Venezia: posta su Facebook foto, video o testimonianze con l’hashtag #venezia, specificando luogo, data e ora dello scatto. Chi avesse materiali, ma non volesse condividerli pubblicamente sul social media, potrà inviarli utilizzando il modulo che troverà nel link che segue (sempre specificando data, ora e luogo) o inviare le foto via email a silvia.rova@unive.italice.stocco@unive.it

Venezia ai tempi del Covid-19

Venezia ai tempi del Covid-19: la natura si riprende i suoi spazi

Nel post di oggi vogliamo proporvi alcune immagini scattate a Venezia dopo 2-3 settimane dall’inizio dell’epidemia, trovate su FaceBook.
La massa di turisti che transita durante tutto l’anno a Venezia è impressionante; in conseguenza di questo, pensavamo che la natura ormai fosse arrivata ad un punto di non ritorno. Invece non è così: la capacità di resilienza della natura (capacità di ritornare ad uno stato iniziale) è ancora molto forte. Noi ne siamo felici!
E’ triste vedere le calli di Venezia ai tempi del Covid-19 vuote, ma al tempo stesso è bello vedere le acque limpide dei canali, le papere che fanno il nido sugli imbarcaderi dei pontili, i cigni nuotare per i canali. La natura riprende i suoi spazi e ci manda il chiaro messaggio: stavamo occupando aggressivamente spazi non solo nostri. Il nostro augurio è che questo terribile virus passi presto e che al termine di tutto questo Venezia e il mondo ripartano in modo nuovo e diverso, in armonia con la natura.

Alla fine Venezia saprà accogliere la sfida: i Veneziani sono tosti; ripartiremo alla grande con una Venezia ancor più bella! Sebbene sarà dura ripartire economicamente, ce la faremo.

Fa piacere che non lo pensiamo solo noi, che non siamo campanilisti, ma che lo pensa in realtà tutto il mondo.
Vi alleghiamo un articolo del Guardian:

 

(Per gentile concessione di Jacopo Tiso)

Il Leone di San Marco

Il Leone di San Marco

Il Leone di San Marco: leggenda e simbolo di Venezia… ma perché il Leone?

Il Leone di San Marco, il famoso Leone alato, è per chiunque il simbolo di Venezia.

Il legame fra San Marco e Venezia deriva da un’antica leggenda: l’Evangelista Marco, durante il suo viaggio da Aquileia a Roma, fu sorpreso da una tempesta e trovò riparo in un’isoletta della laguna. Un angelo apparve e gli disse: “Pax tibi Marce, evangelista meus, hic requiescat corpus tuum” (Pace a te Marco, mio Evangelista, qui riposi il tuo corpo). Era una profezia!
Molti secoli dopo infatti il corpo di San Marco fu riportato a Venezia. Passata la tempesta, San Marco proseguì il suo viaggio e infine pare morì ad Alessandria d’Egitto.

Durante la Serenissima, i Dogi miravano ad avere in città il maggior numero di reliquie; esse infatti portavano prestigio e… numerosi pellegrini. Da antichissima data, la comunità Copta di Alessandria sosteneva di custodire le reliquie di San Marco. Questo fatto non aveva lasciato indifferenti i Dogi che miravano ad avere in città almeno uno dei quattro evangelisti. Venne quindi organizzata una missione e, nel 828 d.C., due mercanti veneziani andarono ad Alessandria, trafugarono le spoglie del Santo e le trasportarono fino a Venezia. A bordo del mercantile vi erano: un monaco greco (Staracius) e due tribuni Veneziani (Rustico da Torcello e Bono da Malamocco). Essi riuscirono a superare il controllo doganale nascondendo le reliquie sotto ad un carico di ortaggi e carne di maiale, che i musulmani si rifiutarono di controllare perché considerata impura.

Entrate a Venezia, le reliquie furono nascoste nella Basilica dove furono ritrovate solo nel 1094, il 25 Giugno. San Marco da allora divenne simbolo e Patrono della città e la Basilica assunse grande valore come luogo che custodiva le spoglie di uno dei quattro Evangelisti.

Perché il simbolo del Leone?

Solo dal 1260 circa il Leone di San Marco, rappresentato sotto forma di Leone alato, iniziò a rappresentare San Marco e la Repubblica Serenissima. Perché proprio un Leone alato? Qui ci sono diverse versioni:

  1. motivo principale sembra essere il fatto che nel Vangelo di Marco viene narrato il maggior numero di profezie che Cristo fece riguardo alla propria risurrezione e il Leone, simbolo di forza, rappresenterebbe proprio la risurrezione;
  2. altri dicono che il Leone sarebbe il simbolo di Marco perché il suo Vangelo inizia con San Giovanni Battista che ha una “voce squillante nel deserto”, e quindi paragonata al ruggito del Leone;
  3. altri invece dicono che l’angelo che apparve a San Marco era sotto forma di Leone alato.

Non è quindi certa la ragione della scelta del simbolo Leone alato. Forse sono veri un po’ tutti i motivi di cui sopra. Fatto sta che il Leone alato assunse per Venezia un significato politico, oltre a quello religioso: il Leone simboleggia la forza, le ali l’elevazione spirituale e la libertà. Non solo è simbolo di maestà e potenza ma anche di sapienza e pace per il libro che il Leone regge fra le zampe (nel libro aperto si leggono le parole della profezia dell’Angelo a San Marco). La spada, invece, simboleggia la giustizia. Tutte caratteristiche che la Serenissima sentiva come proprie.

 

Diverse rappresentazioni del Leone di San Marco

L’immagine del Leone può essere rappresentata in diverse posizioni; le più conosciute sono quella in “Andante” e quella in “Moléca”.

– in Andante il corpo del Leone è visto per intero, di profilo, la zampa anteriore destra è poggiata sul libro e il muso in avanti. Le ali, solitamente parallele, possono avere le penne ben distinte o compatte; la coda è più frequentemente a riposo ma anche sollevata. Si pensava che la coda alzata stesse ad indicare una vittoria militare, ma non è storicamente confermato. In alcuni dipinti due zampe poggiano sulla terra e due sul mare, ad indicare i possedimenti della Repubblica Veneziana.

– In Moléca il leone viene rappresentato frontalmente e accovacciato, assumendo quasi la forma di un granchio. La parola Moèca, in veneziano, indica il granchio. Secondo alcuni non solo la forma lo ricordava, ma anche il fatto che in alcune rappresentazioni il leone usciva dall’acqua, proprio come un granchio. La sagoma circolare era l’ideale per essere inserita in stemmi e rilievi rotondi.

Infine, una curiosità: i Leoni hanno sempre affascinato i veneziani e, oltre riempire la città di simboli marmorei (vedi Leggenda dei Leoni dell’Arsenale), anche molti Leoni vivi venivano tenuti nei giardini patrizi. Sembra che attorno al 1300 un Leonessa addirittura partorì a Palazzo Ducale.

San Marco viene festeggiato il 25 Aprile… e per noi Veneziani è la Festa del Bòcolo.

Guardate anche il bellissimo video che segue sul leone alato in Piazza San Marco di  Daniele Zoico – DANTO Production

https://vimeo.com/125063682