Mese: Luglio 2018

Elefanti a Venezia

Era il 26 Luglio 1954. Il circo Togni portò gli elefanti a Venezia.
Ma come far arrivare i pachidermi in un posto adatto senza mettere il pericolo la stabilità dei ponti?
Si scelse campo S. Polo. Arrivarono in treno, poi fecero il ponte degli Scalzi alzando le proboscidi in parata e poi via verso S. Giacomo dell’Orio.
Su questa “avventura” veneziana di altri tempi esiste anche un filmato (http://www.youtube.com/watch?v=6MEwe6XL_ck) girato in 8 mm dal prof. Alviano Boaga; vi consiglio di vedere cosa succede al minuto 2:45!!!
Elefanti a Venezia: situazione impensabile al giorno d’oggi per tanti aspetti, ma allora… era magia.
Le immagini parlano da sole…

Festa del Redentore: La Festa dei Veneziani !!!

Ogni anno, nella terza domenica di luglio, arriva la festa del Redentore, che celebra la liberazione di Venezia dalla peste. E’ la festa che noi veneziani sentiamo come nostra, che i ragazzi aspettano. Tutti ci organizziamo con tavolate, barche addobbate, feste, altane, lumini. Per un giorno Venezia ancora VIVE!
Era il 1576 e da un anno la peste stava decimando senza tregua la popolazione veneziana. Il Senato della repubblica, spinto dal malcontento popolare, decise di ricorrere a Dio e il 4 settembre fu deliberato che, se la città fosse stata salvata dalla peste, sarebbe stata eretta e dedicata una nuova chiesa al Redentore. Pare che dopo solo qualche settimana la peste sparì. Furono quindi subito eletti due Senatori con il compito di trovare il luogo dove iniziare la costruzione della basilica dedicata al Redentore. Furono inizialmente indicati tre possibili luoghi: Campo S. Giacomo dell’Orio – Campo S. Vitale – Isola della Giudecca.
Il 22 novembre del 1576 si decise che l’isola della Giudecca era il sito più consono per l’erezione del tempio votivo, dove i frati Cappuccini avevano la piccola chiesa di S. Maria degli Angeli e si commissionò la chiesa al Palladio.
Si narra che due anni dopo la basilica fosse ancora in fase di costruzione ma che, dovendo il Doge con la Signoria e il clero e le Scuole recarsi alla Giudecca per voto, fu costruito un ponte di barche per consentire anche al popolo di recarsi sul luogo in processione. Il canale della giudecca era infatti troppo largo e i fedeli avrebbero dovuto attraversarlo con singole barche. Per consentire un grande afflusso di persone fu costruito il ponte votivo di barche e da allora, dopo quasi 500 anni… è ancora così!