Il Leone di San Marco

Leone di San Marco

In questi giorni siamo tutti indignati per lo sfregio fatto al leoncino di San Marco. Il leone è il simbolo di Venezia. Quindi anche se il danno pare di lieve entità e risolvibile, per noi veneziani è stato un attacco alle nostre tradizioni, ai nostri ricordi da bambini e un’offesa alla nostra bandiera della Serenissima.

Da qui il forte sdegno popolare: non toccateci il Leone di San Marco!

Il Leone di San Marco: leggenda e simbolo di Venezia… ma perché il Leone?

Il simbolo del Leone di San Marco deriva da un’antica leggenda secondo la quale l’Evangelista Marco durante il suo viaggio da Aquileia a Roma, essendo stato sorpreso da una tempesta, aveva trovato riparo in un’isoletta della laguna. Qui un Angelo apparve e gli disse: “Pax tibi Marce, evangelista meus, hic requiescat corpus tuum” (Pace a te Marco, mio Evangelista, qui riposi il tuo corpo). Era una profezia! Molti anni dopo Venezia sarà infatti il luogo del riposo dopo la sua morte. Poi San Marco proseguì il suo viaggio ed infine pare morì ad Alessandria di Egitto.

Da antichissima data, la comunità Copta di Alessandria sosteneva di custodire le reliquie del Santo; la cosa non aveva lasciato indifferenti i Dogi, a Venezia, i quali miravano ad avere in città addirittura uno dei quattro evangelisti, avrebbe dato molto potere alla città!… e la profezia dell’Angelo si avverò: nel 828 d.C. due mercanti di Venezia trafugarono le spoglie del Santo e le trasportarono fino a Venezia.

A bordo del mercatile vi erano: un monaco greco (Staracius) e due tribuni Veneziani (Rustico da Torcello e Bono da Malamocco). Essi riuscirono a superare il controllo doganale nascondendo le reliquie sotto ad un carico di ortaggi e carne di maiale, che i musulmani si rifiutarono di controllare perché considerata impura.

Entrate a Venezia le reliquie furono nascoste nella Basilica, dove furono ritrovate solo nel 1094, il 25 Giugno. San Marco divenne simbolo e Patrono della città e la Basilica assunse grande valore, come custode delle spoglie di uno dei quattro Evangelisti.
Dal 1260 circa San Marco inizia ad essere rappresentato sotto forma di Leone alato. Perché proprio un leone alato? Qui ci sono diverse versioni:

a) Motivo principale sembra essere il fatto che nel Vangelo di Marco viene narrato il maggior numero di profezie che Cristo fece riguardo alla propria risurrezione (Mc 8,31; Mc 9,9; Mc 9,31; Mc 10,34; Mc 14,28) ed il Leone rappresenterebbe, in virtù della sua forza, proprio la risurrezione;

b) Il Leone sarebbe il simbolo di Marco in quanto il suo Vangelo inizia con la voce di San Giovanni Battista che, nel deserto, si eleva simile a un ruggito, preannunciando agli uomini la venuta del Cristo con “voce squillante nel deserto” , come quella di un leone;

c) Si narra che l’Angelo che apparve a San Marco sotto forma di Leone alato.

Non è quindi certa la ragione della scelta del simbolo leone. Forse un po’ tutti i motivi di cui sopra. Fatto sta, che il leone alato assunse per Venezia un significato politico oltre a quello religioso: il leone simboleggia la forza della parola del Santo, le ali l’elevazione spirituale e l’aureola ne indica la santità. Non solo, è un simbolo che esprime il significato araldico di maestà e potenza e il libro è simbolo di sapienza e pace (nel libro aperto si leggono le parole della profezia dell’Angelo a San Marco), la spada, invece, simboleggia la giustizia. Tutte caratteristiche che la Serenissima sentiva come proprie.

L’immagine del Leone può essere rappresentata in diverse posizioni fra cui le più conosciute sono quello Andante e quello in Moléca.

– Andante, cioè quando il corpo del Leone è visto per intero, di profilo, e la zampa anteriore destra poggiata sul libro e il muso in avanti. Le ali, solitamente parallele, possono avere le penne ben distinte o compatte e la coda più frequentemente a riposo ma anche sollevata. Si pensava che la coda alzata stesse ad indicare una vittoria militare, ma non è storicamente confermato. In alcuni dipinti due zampe poggiano sulla terra e due sul mare, ad indicare i possedimenti della Repubblica Veneziana. Questa rappresentazione veniva usata nei gonfaloni e nelle statue, dove lo spazio per la rappresentazione era abbondante.

– Molèca, ovvero quando il Leone viene rappresentato frontalmente e accovacciato, assumendo quasi la forma di un granchio. In veneziano infatti la parola moèca indica il granchio. Secondo alcuni non solo la forma lo ricordava ma anche il fatto che in alcune rappresentazioni il Leone usciva dall’acqua, proprio come un granchio. La sagoma circolare era l’ideale per essere inserita in stemmi e rilievi rotondi.

Infine una curiosità: i Leoni hanno sempre affascinato i veneziani e, oltre riempire la città di simboli marmorei (vedi Leggenda dei Leoni dell’Arsenale),  anche molti Leoni vivi venivano tenuti nei giardini patrizi. Sembra che attorno al 1300 una Leonessa addirittura partorì a Palazzo Ducale.

San Marco viene festeggiato il 25 Aprile, il giorno del suo martirio in Alessandria d’Egitto… e per noi Veneziani è la Festa del Bòcolo.

Guardate anche il bellissimo video che segue sul Leone alato in Piazza San Marco di  Daniele Zoico – DANTO Production

https://vimeo.com/125063682


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